Il nuovo saluto, estate 2020

Il nuovo saluto, estate 2020

Il nuovo saluto era darsi il gomito e cosi avevano fatto i due signori sotto casa. La stretta di mano o il bacio non erano più consentiti né tollerati. Certo, alcuni non rinunciavano al vecchio modo ma quando capitava c’era sempre molto imbarazzo. Dovevamo disinfettarci con prodotti igienizzanti subito dopo qualsiasi contatto con le persone. Ormai lo sapevamo ma nonostante questo, durante l’estate avevamo un pò “cannato”, e alcuni erano di nuovo malati.

Altri invece non ci credevano e facevano manifestazioni contro il virus, contro le mascherine, contro le regole, contro il governo. Urlavano al complotto.
Accanto a me la cassa suonava la playlist dei brani preferiti, l’unica che riuscivo a sentire da mesi perchè ormai la sapevo a memoria e di lei mi fidavo. Avevo aggiunto con attenzione ogni canzone per non pensarti. La musica veniva interrotta solo dalle notifiche di whatsapp: 371 non lette. Ne ora ne mai.

Fissando la sedia davanti alla finestra fumavo un’altra sigaretta per poi spegnerla nel posacenere colmo, stando attenta a non toccare i mozziconi con la punta delle dita perché mi facevano senso al tasto e all’odore. Avevo il conto in banca in rosso e ci pensavo anche se non me ne preoccupavo, mi sentivo tranquilla come quel cane che dormiva sul divano.

L’interno era buio perché solo l’estate riesce a spegnere la luce dentro una casa, a contrasto con il cielo di Roma che sembrava molto piccolo, forse perché i suoi colori erano tutto fuorché naturali. Erano grotteschi.

Pensavo che avrei dovuto fare la spesa o prendere la patente, ma nessuna delle due cose era nelle mie corde. Mi accorsi che non ero sola, e se ci facevo caso si sentivano i rumori delle vite dentro le stanze. Ma a quanto pare nessuno aveva un buon motivo per affacciarsi alla finestra il 5 settembre 2020. E nemmeno io.

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