Chacun choisit sa famille

Chacun choisit sa famille

Quell’ anno abitavo a Riccione. D’inverno è desolata quanto Brest, che i marinai bretoni affermano essere la punta del mondo. C’era anche mio fratello, con i capelli ancora lunghi. Benito c’era da sempre, da quando conosco Alex, Spilla da un annetto e Jordan ancora meno. C’era anche Dagan, il cane corso grande come un cavallo piccolo, di mio fratello. Erano scesi insieme in furgone dal nord della Francia fino a casa mia. Proprio quell’anno successero molte cose, alcune dolorose che però legarono tra loro per sempre gli esseri viventi di questa storia.
È vero, nelle difficoltà vedi le persone che si stringono intorno a te senza che tu chieda nulla, imponendoti la loro presenza anche quando non vorresti neanche uscire dal letto. E pure i cani. Si chiama famiglia, con la differenza che é quella che scegli per te stesso. Io ho la fortuna di aver questa.
Mio fratello si è tagliato i capelli, Jordan ha i peli bianchi sul muso e sulle zampe. Spilla ha un po’ di artrite, per cui Andrea le ha fatto costruire delle scalette di legno su misura per salire sul divano e sul letto. Dagan e Benito non ci sono più, ho lasciato Riccione.
Stiamo tutti bene.

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